Alcune volte, vedendo la grandissima commercializzazione della nostra vita, mi viene spontaneo pensare ad una rinuncia di tutto ciò che è materiale, per una vita più spirituale e legata a concetti di Vita concreti e non sponsorizzati.

Probabilmente sbaglio in quanto la rinuncia al mondo materiale non è la soluzione giusta.
Non lo è qualsiasi rinuncia a qualsiasi mondo.
La nostra natura è duale e va percorsa nel suo essere duale.
Amiamo tanto la materialità che ci circonda e che ci procura anche una certa felicità del vivere, che la spiritualità della Vita che ce ne dà le basi.
Anche se riuscissimo ad annullare i nostri contatti e a produrre un continuo stato di quiete meditativa, non potremmo non essere soddisfatti.
Il continuo bisogno di spiritualità deve essere armonizzato con la nostra profonda vocazione per la vita sociale e qui che stà il difficile…riuscire ad equilibrare tale dualismo.
La nostra natura contempla lo scambio e la condivisione con il mondo che ci circonda e l’equilibrio con noi stessi ci impone di non frustrare tali attitudini.
Tuttavia, in alcuni momenti è opportuno operare il distacco, una pausa: un’azione finita che si pone fra due momenti di intensa operosità, che ci separa da qualsiasi contesto.
Nel distacco i nostri occhi si dilatano e ogni cosa appare nelle sue dimensioni reali.
L’illusorietà si rivela e il nostro ruolo diviene chiaro ponendoci, in una fase di obiettività e facendoci capire quanto, in quei momenti, il distacco ci possa dare consapevolezza e conoscenza.
La pratica del distacco o, come meglio preferisco chiamarle, Pause di Riflessione, implica il riuscire a comprendere i fenomeni che ci circondano, come sono realmente.
Sicuramente, l’unico mezzo del distacco è la meditazione e, purtroppo, la dinamicità del quotidiano impone intensi cicli di condivisione e convivenza che poco giovano a queste pause.
Sarà comunque opportuno cercare di organizzare il nostro tempo perché tutto sia ciclizzato.
Ritengo, che se sapremo concederci il silenzio, faremo della parola un nostro alleato.
Se riusciremo a conoscere e a concederci tali pause, apprezzeremo l’importanza del contatto con gli altri.

Un forte abbraccio

Paolo