Tempo addietro una persona mi ha chiesto quale fosse il miglior modo per poter aiutare persone in disagio facendo beneficenza o altro.
Sicuramente, ho risposto, non dando i soldi a nessun tipo d’associazione se non se ne conosce personalmente i referenti.
Molte volte è meglio eseguire delle azioni individuali mirate a persone che ne hanno bisogno.
Certo è molto comodo andare ad un ufficio postale e fare beneficenza tramite un bollettino di conto corrente intestato all’UNICEF o alla C.R.I. o al progetto Telethon o, tanto per finire in bellezza, al progetto Arcobaleno.
Tutte belle idee, che spesso rimangono solo tali.
Conoscendo i gestori, non so quanta parte di questi soldi finisca veramente per dare beneficio ai bisognosi.
Pensate che conosco una presidentessa di un’associazione mondiale a cura dei bambini bisognosi, che lucra sugli interessi bancari relativi ai versamenti di denaro a sostegno della causa.
Dunque lascio a Voi e alla vostra fantasia, immaginare dove gran parte di questi aiuti finiscono
Meglio anche non parlare delle istituzioni a sostegno di aziende denominate “no profit” cioè “senza profitto”.
Dopo aver verificato personalmente ciò che veramente sta dietro questa facciata, ne ho ricavato che molte di queste aziende amano il profitto e si possono definire “approfit”, visto che sfruttano le sfortune altrui per lucrare.

Allora che fare?

Prima di tutto chiedetevi se veramente volete dare qualcosa a chi ne ha bisogno o se lo fate solamente per “seguire la moda”.
Ultimamente sembra che fare beneficenza sia un’azione che fa trend!!

Ma siate sinceri! Dal momento che si è nati l’unica cosa che si DEVE FARE è morire, tutte le altre sono libere scelte!
Non siate impersonali e gestitevi da soli senza influenze pubblicitarie e da trasmissioni televisive.

Cercate nel Vostro quartiere o chiedete al parroco se conosce famiglie in difficoltà e vedrete che rimarrete molto più appagati nel dirigere i vostri sforzi verso una certa persona o una certa famiglia.

Personalmente sto cercando persone che mi possano aiutare a realizzare un VERO PROGETTO NO PROFIT che possa anche dare la possibilità a disabili di lavorare dimostrando, soprattutto a loro stessi, che non si è solo un peso per la società, ma una realtà produttiva e utile.
E’ proprio vero il detto popolare: “Chi vuole vada e chi non vuole mandi”.

Penso che Voi lettori abbiate ormai capito di miei precedenti articoli, che tipo di personaggio sia..dunque a Voi la sentenza!
RicordateVi che la verità non sta solo nelle mie parole, ma soprattutto nei Vostri animi.
Sta solo a Voi volerla vedere o, per comodità, pensare ad altro.